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Gioco legale, come adeguarsi alle restrizioni?

Era marzo 2020 quando sono arrivate le prime restrizioni e limitazioni. A distanza di quasi due anni, non si può certo nascondere che la pandemia da Covid-19 ha cambiato vite, quotidianità e modi di lavorare. Sono stati molti i settori che hanno dovuto fare i conti con chiusure e divieti e che quindi hanno dovuto riorganizzarsi e fare i conti con quello che può essere, senza troppi giri, di parole, definito una sorta di vero e proprio riassetto. Tra questi c’è senza alcun dubbio il gioco d’azzardo legale. Con le sale da gioco chiuse, come sono andate le cose e qual è stata la principale forma di adeguamento e di adattamento?

Gioco legale, cosa è avvenuto durante il lockdown

Stando a quanto riportato e rivelato dall’Istituto Superiore di Sanità, durante il lockdown c’è stato un evidente calo, sia nel terrestre che nell’online. Però c’è stato un picco appena sono state leggermente allentate le restrizioni, con la virtualità che l’ha fatta maggiormente da padrone. Si può inoltre dire che è aumentato di quasi un’ora il tempo trascorso a giocare e c’è addirittura una piccola percentuale che ha conosciuto il gioco d’azzardo proprio durante il lockdown. Insomma, numeri, dati e analisi interessanti, che sono il frutto di uno studio condotto dall’ISS in collaborazione con l’Istituto Mario Negri, l’Istituto per lo Studio, la Prevenzione e la rete Oncologica (ISPRO), l’Università degli studi di Pavia e l’Università Vita-Salute San Raffaele di Milano sull’abitudine al gioco degli italiani.

Gioco legale, le restrizioni pre pandemiche

Come detto però, un aspetto importante è stato in questi mesi l’adattamento alle limitazioni e ai divieti. Limitazioni e divieti con cui però il mondo del gioco d’azzardo fa conti già da tempo e indipendentemente dalla pandemia. E questo, perché al di là del lockdown, che, come analizzato, ha spinto un po’ di più verso l’online, sono tanti i paletti con cui gli operatori del settore devono fare i conti.

Infatti, per esempio, in Spagna, la Legge Garzón ha limitato la pubblicità del gioco d’azzardo tra l’1 e le 5 del mattino, ma, a differenza dell’Italia, la visibilità nelle ore notturne rappresenta comunque un vantaggio. E, a proposito dell’Italia, non può certo non essere citato il tanto discusso Decreto Dignità. Una misura che, come in terra iberica, ha principalmente puntato a colpire le pubblicità.

Gioco legale, una grande riorganizzazione

Campagne di responsabilità sociale e per promuovere il gioco legale, protezione dei giocatori e campagne di marketing accurate e preparate nei minimi dettagli. È in questo modo che un settore comunque organizzato e pronto a tutto come quello del gioco d’azzardo si è riorganizzato dopo le tante restrizioni. E la pandemia non ha comunque cambiato più di tanto il corso delle cose, ma forse soltanto accelerato certi processi. Infatti, per esempio, tutto quel budget che era destinato per tv, squadre di calcio e personaggi famosi è stato utilizzati per creare e sviluppare siti informativi, tecniche SEO e di comunicazione. Insomma, forse il futuro è solo diventato presente. Il 2022 ormai alle porte servirà per avere conferme.

Pubblicato il 05-01-2022

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